La mia mano, come fare per sentirmi vivo, a sentire di esistere nel mondo se non attraverso la mia mano? La mia mano che lascia traccia, la mia mano che scrive e mi descrive.
Allora le lettere diventano il mio strumento per esistere fuori, all'esterno di me. Dimenticando sovente cosa la scrittura significa, andando oltre le lettere, catturato da un'unica esigenza che è quella visiva. Le lettere diventano segni, immagini, evocazioni, necessità forte, emozioni. Il gesto della mano che scrive si libera, volendo parlare di sé, dicendo oltre di sé.

Massimo Polello

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